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Parco Nazionale d’Abruzzo: lo spettacolo dell’inverno


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Workshop pratico di fotografia nel Parco Nazionale d’Abruzzo.

Ogni stagione, in natura, ha le sue peculiarità. L’inverno arriva silenzioso, e avvolge tutto in un manto freddo: le montagne si svuotano dal clamore dei suoni estivi e primaverili, e l’autunno viene lentamente sostituito mentre le foglie cadono dagli alberi. Se tutto va come deve andare, in montagna nevica, e non poco.

Tra le regioni più interessanti dal punto di vista dei paesaggi invernali si annovera l’Abruzzo, ove faggi secolari e pendii dalle trame delicate creano scorci meravigliosi.

In quattro giorni immersi tra le faggete silenziose, cercheremo di vedere e fotografare nel loro ambiente naturale gli animali che popolano questi ambienti: il cervo nobile, grande e maestoso, è una delle specie più comuni e facili da incontrare; il camoscio appenninico, un delicato endemismo, durante l’inverno scende dalle alte quote e diventa più facilmente osservabile. Il lupo appenninico, fantasma dei boschi, si rende un po’ meno elusivo.

Viaggio nella natura selvaggia del parco, una magia sensibile e delicata

Date: dal 16 al 19 febbraio 2017

Accompagnatori:
Marco Colombo
Nato nel 1988, dice di sè: “Mi interesso di natura da quando i miei sensi me lo permettono”.
Questa sua grande passione l’ha portato negli anni a laurearsi in Scienze Naturali all’Università degli Studi di Milano.
Docente di corsi di fotografia naturalistica e workshop, si occupa prevalentemente di divulgazione scientifica.
Istruttore di immersione subacquea CMAS M1, guida ambientale certificata AIGAE (numero tessera LO414) e docente di biologia marina presso società ReD Sub (Castellanza, VA).
Negli ultimi anni si è affermato anche come fotografo naturalista, infatti diverse sue foto hanno vinto o ricevuto menzioni speciali in concorsi nazionali e internazionali, tra i quali spiccano il primo premio assoluto nella sezione Ritratti animali del Wildlife Photographer of the Year 2011, con la foto Sinuosità e il Festival Mondial de l’Image Sous-Marine 2014, Plongeur de Bronze (portfolio), concorso fondato da Jacques-Yves Cousteau nel 1973 con lo scopo di divulgare l’ambiente marino in tutte le sue forme e nel 2016 il Concorso Internazionale di Fotografia Naturalistica Asferico.
Vanta decine di pubblicazioni scientifiche e articoli divulgativi.
E’ autore di vari libri, l’ultimo dei quali è “I tesori del fiume” (Pubblinova Negri Editore).
Leggi la biografia completa.

Antonio Macioce
Nato ad Aquino nel 1970, all’età di quindici anni si avvicina alla fotografia coniugandola alla passione per la natura. Le sue foto sono state pubblicate su diverse riviste fotografiche e naturalistiche, ed è stato ospite in trasmissioni televisive RAI come Geo&Geo e Alle falde del Kilimangiaro; collabora con enti e Parchi Nazionali e Regionali, ed è affiliato all’Università Alma Mater di Bologna e alla Scuola di Fotografia APAB di Firenze per tirocini con studenti. Organizza workshop foto-naturalistici in tutto il territorio nazionale ed anche nei Paesi confinanti. Fotografa la natura a 360 gradi ma ha un amore viscerale per i grandi predatori italiani.

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Sistemazione: Albergo “Il Vecchio Pescatore” di Villetta Barrea a gestione familiare

Località e orario di ritrovo: Villetta Barrea (AQ), prima mattinata (ore 9:00 ca).

Come raggiungere il luogo di ritrovo: Autostrada A24 Roma, diramazione per Pescara uscita Pescina, proseguire per Pescasseroli. A Pescasseroli si può anche arrivare in treno (sconsigliato) fino ad Avezzano (linea Roma-Pescara) e collegamento pullman con Pescasseroli o direttamente in pullman da Roma (Piazzale Tiburtina Soc.ARPA www.arpaonline.com). Per tutti coloro che arrivano da sud la stazione di arrivo è Castel di Sangro e poi collegamento pullman fino a Pescasseroli.

Specie target: Cervo nobile (Cervus elaphus); nel Parco è raro il Capriolo (Capreolus capreolus), mentre è comune incontrare il Cinghiale (Sus scrofa) e la Volpe rossa (Vulpes vulpes). L’inverno inoltre è la stagione migliore per poter avvistare a basse quote il Camoscio appenninico (Rupicapra pyrenaica ornata) ed il Lupo appenninico (Canis lupus italicus), che rimane in ogni caso una specie molto elusiva.

Attrezzatura necessaria: scarponi da trekking, moon boot, giacca a vento (possibilmente in goretex), borraccia, thermos, cappello, occhiali da sole, sciarpa, pantaloni lunghi, pile, guanti, torcia (consigliati i modelli frontali), scaldini per mani e piedi (acquistabili in negozi sportivi), ciaspole (noleggiabili in negozi sportivi in loco su prenotazione), ghette, bastoncini, impermeabile, binocolo, sacchetti di plastica per alimenti, elastici, tute monouso da imbianchino, catene e/o gomme da neve; è consigliabile vestirsi con molti strati viste le basse temperature e la maggior sensazione di freddo durante l’immobilità degli appostamenti. I colori dello strato più esterno dovrebbero essere neutri per non risultare troppo visibili sulla neve (bianco, nero, grigio).

Attrezzatura fotografica consigliata: teleobiettivo (lunghezza focale minima 300mm), grandangolare, cavalletto. Sono ben accette anche persone senza attrezzatura fotografica che vogliano semplicemente osservare gli animali, poiché il workshop avrà un’impronta di tipo naturalistico con nozioni su morfologia, ecologia, etologia e conservazione dei soggetti incontrati. I docenti possono mettere a disposizione un digiscopio per le osservazioni a distanza.

Requisiti richiesti/difficoltà: le escursioni sono di difficoltà media ma sempre vicino alla strada o su sentieri molto facili a bassa quota. Le temperature possono essere molto basse ed è richiesta una buona resistenza al freddo e alle camminate nella neve. Se non c’è neve perché fa caldo, probabilmente piove. In caso di precipitazioni intense le escursioni saranno effettuate a discrezione dei docenti; non siamo allo zoo, non è detto si vedano gli animali e non è detto si vedano vicini. Un incontro da lontano con la fauna del Parco ha un valore incommensurabilmente più elevato di un incontro da vicino in un recinto o in mete estere fortemente turistiche. NOTA: ci si sveglia presto!

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Primo giorno: arrivo in mattinata a Villetta Barrea e sistemazione in albergo. Escursione per fotografare i paesaggi invernali e ambienti umidi. Pranzo al sacco* e, in serata, appostamento per mammiferi. Rientro in albergo, cena e pernottamento.

Secondo giorno: sveglia all’alba per sfruttare al meglio la luce mattutina e nuovo appostamento per mammiferi. A seguire escursione in zona, pranzo al sacco* ed in serata appostamento per i mammiferi. Rientro in albergo, cena, possibilità su richiesta di fare foto notturne con la tecnica del light painting e pernottamento.

Terno giorno: sveglia all’alba ed appostamento per i mammiferi, pranzo al sacco* e rientro nel pomeriggio; piccola escursione nella zona del lago di Barrea per fotografare paesaggi ed alberi maestosi. Rientro in albergo, cena e pernottamento.

Quarto giorno: sveglia all’alba per l’ultimo appostamento, a seguire escursione fotografica; pranzo al sacco*, rientro in albergo, saluti e partenza.

* a carico dei partecipanti; sarà possibile fermarsi in bar, rosticcerie e panetterie locali per procurarsi il cibo.

Il programma potrà subire variazioni per esigenze fotografiche o per eventi atmosferici; in caso di grandi quantità di neve al suolo alcuni sentieri non sono percorribili.

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Per info, costi e prenotazioni:
info@radicediunopercento.it
+39 3319496021

 

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